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Patuanelli in audizione al Senato: il 2020 decisivo per la Banda ultra Larga
       
giovedì 30 gennaio 2020

Il Ministro Stefano Patuanelli in audizione alla commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato ha tracciato le linee programmatiche del suo mandato per quanto riguarda i temi telecomunicazioni, poste, radio e Tv. Particolare spazio è stato dedicato ai capitoli Banda Ultra Larga e 5G. Qui l’intervento completo.

Piano Banda Ultralarga – completamento dell’intervento nelle “aree bianche” e avvio della Fase II (aree grigie e voucher per la connettività)

È necessario accelerare la creazione di una infrastruttura digitale nazionale che assicuri al nostro Paese di raggiungere l’obiettivo europeo di una società digitale pienamente inclusiva.

Il percorso delineato dalla Commissione europea ha visto, peraltro, da ultimo, un innalzamento dell’asticella degli obiettivi di copertura della popolazione nazionale con le nuove tecnologie di telecomunicazione.

In questo contesto, la Strategia Nazionale per la Banda Ultralarga, punta a garantire entro il 2020 la copertura con reti ultraveloci ad almeno l’85% della popolazione italiana e a tutte le sedi/edifici pubblici, poli industriali, aree di interesse economico e concentrazione demografica, nonché delle principali località turistiche e degli snodi logistici.

Aree bianche

Il 3 aprile scorso la Commissione europea ha approvato definitivamente il “grande progetto nazionale banda ultra larga – Aree bianche” per un costo ammissibile pari a 941 milioni di euro.

Nel suo complesso, giova qui ricordare che il Piano nazionale per la banda ultralarga prevede un intervento pubblico che investe il territorio nazionale distinguendo tra:

- le aree cd. ‘bianche’, a fallimento di mercato, in cui sono assenti interventi di investimento di operatori privati;

- le aree cd. ‘grigie’ e ‘nere’ ovvero in concorrenza, ove sono già presenti una o più reti in banda ultra larga, al fine di conseguire, anche in tali aree, un importante salto di qualità per la realizzazione di reti in banda ultraveloce al gigabit.

Il Piano pertanto si articola in due fasi. La prima riguarda l’attuazione di misure a sostegno dell’infrastrutturazione delle aree bianche. A seguire, nella seconda fase, verranno implementati gli strumenti a favore dello sviluppo di reti ultraveloci nelle aree nere e grigie del Paese.

La prima fase, conclusa per quanto attiene all’aggiudicazione delle opere da parte del soggetto attuatore Infratel Italia S.p.A. – società controllata al 100% da Invitalia S.p.A. e vigilata dal MISE – è attualmente in piena realizzazione da parte del concessionario Open Fiber S.p.A. che si è aggiudicata, come noto, le tre gare.

Il Piano ha registrato, tuttavia, alcuni rallentamenti nell’avanzamento dovuti ad una molteplicità di fattori quali il ritardo nella concessione di permessi e di autorizzazioni a livello locale e, quindi, nel passaggio alla progettazione esecutiva, ormai in uno stadio avanzato in tutti i territori.

Sotto questo aspetto, il Ministero sta compiendo un’incisiva opera di sensibilizzazione nei confronti delle autorità nazionali e locali coinvolte nei processi di autorizzazione, anche favorendo il dialogo tra i diversi livelli istituzionali coinvolti.

Sono state, in particolare, adottate soluzioni per snellire i processi autorizzativi quali ad esempio la pianificazione delle Conferenze di Servizi ed è stato incoraggiato un comportamento proattivo del Concessionario nei confronti dei territori su cui deve intervenire.

Recenti misure di semplificazione per l’innovazione sono, inoltre, state previste (nel decreto-legge n. 135/2018 convertito nella legge n. 12 del 2019) per accelerare il rilascio delle autorizzazioni in particolare per le attività di scavo a basso impatto ambientale.

Dalle risultanze delle analisi svolte nell’ambito della Segreteria Tecnica del COBUL e dagli aggiornamenti forniti dalla Società Infratel Italia S.p.A. in merito allo stato di avanzamento dei lavori nelle aree bianche emerge quanto segue:

  • gli interventi interessano tutte le Regioni italiane, eccetto la Provincia autonoma di Bolzano, e sono stati appaltati in 3 distinte procedure di gara;
  • le risorse complessive in campo, dopo i 3 bandi di gara, per realizzare la rete pubblica a Banda Ultralarga sono 1.7 Miliardi di Euro di cui 691 Milioni di euro di fondi regionali FESR, 416 Milioni di euro di fondi regionali FEASR , 659 Milioni di fondi nazionali FSC e 16.4 Milioni di ulteriori fondi regionali;
  • al 31 dicembre 2019, su 9 Milioni di unità immobiliari previste a fine piano, il Concessionario ha connesso in fibra ottica e wireless alla nuova rete a banda ultralarga circa 2.2 Milioni di unità immobiliari.
  • i Comuni con lavori completati sono pari a 424, su 6237 a piano, di cui 103 collaudabili e 80 già collaudati.
  • attualmente sono in esecuzione ulteriori 1831 Comuni che corrispondono, in termini di unità Immobiliari, a 3.2 milioni, ovvero il 44% del piano previsto.
  • 262 Milioni di euro è la spesa sostenuta da Infratel Italia S.p.A. e comunicata al MiSE al 13 gennaio 2020 mentre 192 Milioni di euro rappresentano la spesa rendicontata sempre dal MiSE alle autorità di gestione al 31 dicembre 2019.

Il MISE, come detto, sta monitorando costantemente le fasi attuative poste in essere dal concessionario Open Fiber.

Nel 2020 Open Fiber intende imprimere una decisa accelerazione allo sviluppo dei cantieri con una previsione di avvio lavori di ulteriori 1465 Comuni e con una previsione di collaudi effettuati in almeno ulteriori 900 Comuni.

Per quanto riguarda invece i 668 comuni in cui l’intervento è svolto direttamente da Infratel Italia, con previsione di chiusura a giugno 2020, emerge quanto segue:

  • nel 78% dei Comuni l’intervento è stato terminato, di cui 496 risultano collaudati e ulteriori 26 sono in fase di collaudo;
  • le Regioni interessate da questo intervento sono: Abruzzo, Calabria, Puglia, Lazio, Sardegna e Toscana.
  • il servizio è attualmente attivo in 200 Comuni (Regioni Lazio e Sardegna) ed entro il 31 dicembre di quest’anno si stima di arrivare almeno a 450 comuni.

È evidente che bisogna fare di più e meglio e, mi sento di dire, si deve trattare di uno sforzo corale da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti.

Bisogna far maturare la consapevolezza che si tratta di un piano strategico per il Paese.

Nell’ambito dei lavori del Comitato Banda Ultralarga, che assicura il coordinamento e il monitoraggio dell’attuazione della Strategia Banda ultra larga (BUL), presieduto dalla Ministra Pisano, si è avviata una positiva interlocuzione con tutti i soggetti istituzionali coinvolti e sono certo che con la collaborazioni di tutti si potrà giungere ad una necessaria accelerazione del progetto.

Fase II progetto BUL

Il divario digitale del Paese appare ben evidente in base all’indice elaborato dalla Commissione Europea – il Digital Economy and Society Index (DESI) – secondo il quale la quota di abbonamenti almeno a 100 Megabit per secondo in Italia si attesta intorno al 14%, rispetto ad una media europea che sfiora il 26%

Ogni anno Infratel Italia S.p.A. effettua, per conto del Ministero dello sviluppo economico, una consultazione tra gli operatori per verificarne le intenzioni di investimento e aggiornare la copertura del servizio a banda ultralarga nelle aree grigie e nere del Paese nei prossimi tre anni.

Secondo gli ultimi dati disponibili a giugno 2019 (per una base di indagine di un totale di 19,8 Milioni di indirizzi civici in 4.250 comuni italiani), gli indirizzi civici nelle c.d. aree grigie, ove non sono previsti investimenti dei privati in grado di garantire servizi oltre i 100 Megabit per secondo, rappresentano circa il 50% dei civici totali.

Tale fotografia mette in rilievo l’esistenza di un potenziale divario tecnologico tra le aree del Paese che potrebbero, in vista degli obiettivi 2020 e 2025 della Gigabit society, portare ad un rallentamento nel processo di ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche e di adozione di servizi di nuova generazione in Italia.

Anche facendo tesoro di questi dati il COBUL ha formalmente avviato la fase II della Strategia Nazionale.

È giunto quindi il momento di accelerare anche su questo fronte, che investe porzioni strategiche del territorio nazionale e intercetta la necessità di stimolare la domanda di servizi digitali.

Gli interventi della fase II saranno concentrati nel sostegno alla domanda per l’attivazione di servizi ultraveloci in tutte le aree del Paese e nella diffusione di infrastrutture a banda ultralarga nelle c.d. aree grigie a fallimento tecnologico.

Secondo quanto stimato dalla Società Infratel Italia S.p.A., il fabbisogno complessivo per intervenire nelle aree grigie del Paese installando infrastrutture predisposte al Gigabit è pari a 5,1 miliardi di euro.

Le risorse Nazionali certe oggi a disposizione per sostenere i due interventi ora citati ammontano a circa 2,7 miliardi di euro.

Si tratta di un progetto sfidante, superiore per complessità e risorse finanziare impiegate a quello attualmente in corso nelle aree bianche, che necessita della collaborazione e cooperazione di tutti gli attori coinvolti: Governo e Regioni in primis, e tutti i livelli istituzionali, nel solco di quanto fin qui fatto.

Oltre ad incentivare le infrastrutture, la fase II della Strategia Nazionale, come detto, prevede anche misure di sostegno alla domanda di servizi ultraveloci nella forma di voucher, in analogia con quanto fatto già da altri paesi (quali Regno Unito e Grecia).

I voucher, come già deciso in sede COBUL del 17 Luglio e confermato nella successiva riunione del 19 Dicembre scorso, saranno concessi in favore di Famiglie, Piccole e Medie Imprese, Scuole e Centri Impiego, in tutte le aree del Paese, per un importo complessivo di risorse pari a 1.3 Miliardi di €.

Appositi accordi con le Regioni permetteranno di venire incontro alle specifiche richieste e necessità dei territori partendo da una chiave di riparto comune che garantisca la copertura di tutte le Scuole e di tutti i Centri per l’Impiego e che ponga particolare attenzione alle famiglie con ISEE sotto i 20 mila euro, attraverso la copertura totale del costo dell’abbonamento, e prevedendo una rimodulazione graduale per le famiglie sopra tale soglia.

Questa chiave di riparto di base permetterà di destinare 202 Milioni di euro alle Scuole e ai Centri per l’impiego, mentre la quota dei fondi per le PMI e le famiglie sarà rispettivamente di 536 milioni di euro, al netto dei costi di gestione del soggetto attuatore Infratel Italia.

La misura, che sarà posta in essere attraverso un apposito decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, sarà annuale, sviluppata per un periodo complessivo di 3 anni e sarà attuata in parallelo con la realizzazione delle infrastrutture ultraveloci nelle aree bianche, grigie e nere del Paese.

Le Regioni che hanno registrato dei risparmi di sgara del piano aree bianche, potranno, ove ritenuto di interesse, intervenire a ulteriore sostegno delle somme precedentemente evidenziate.

In base agli studi effettuati da Infratel Italia gli importi dei voucher e la relativa qualità del Servizio sono stati differenziati a seconda del target di riferimento nel rispetto del principio della neutralità tecnologica.

Potrà inoltre essere prevista, solo per le case sparse, una qualità di servizio meno performante.

I voucher potranno coprire parte dei costi di abbonamento, fino a 24 mesi, parte dei costi dei dispositivi di rete a casa dell’utente (la così detta CPE) e parte dei costi di allaccio.

In particolare, i voucher, a copertura dei suddetti costi, saranno così suddivisi:

  • 5.000 euro per le scuole e i centri per l’impiego;
  • 3.000 euro per le PMI (meno di 250 addetti);
  • fino a 300 euro per gli utenti residenziali.

Gli operatori che a qualsiasi titolo forniscono servizi di connessione ultraveloce, per vendere tali servizi con il contributo del voucher, dovranno iscriversi in un apposito elenco predisposto dal Ministero la cui gestone sarà affidata a Infratel Italia.

Il MiSE e l’Agcom monitoreranno quanto dichiarato dagli Operatori in relazione alle offerte comunicate e soggette a voucher.

Al fine di definire compiutamente la suddetta misura ed avviare l’Italia ad una definitiva e completa digitalizzazione, è necessario qui oggi quindi prendere consapevolezza della necessità di avviare immediatamente, sulle base appena descritte, l’interlocuzione con la Commissione Europea.

Avviata tale l’interlocuzione infatti, attraverso lo strumento della pre notifica, si procederà al lancio della consultazione pubblica al fine di acquisire i pareri degli stakeholder. Gli elementi raccolti forniranno la base della notifica formale e, una volta ottenuta l’approvazione da parte della Commissione europea, sarà pubblicato il Decreto del Ministero dello sviluppo economico.

Siamo dunque a un punto di svolta tecnologico per il nostro Paese e l’impegno del Ministero che guido sarà concentrato verso il completamento dei Piani avviati per la creazione di un’infrastruttura solida ed a prova di futuro.

Fonte: MISE 

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