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sabato 23 settembre 2017
Amministrative: nuovi Sindaci eletti nel 2017
Mini biografie di sindaci

Renato Zangheri (1925-2015)
       
mercoledì 02 marzo 2016

Renato Zangheri nasce a Rimini l'8 aprile 1925. Frequenta la facoltà di filosofia dell'Università di Bologna e si laurea nel 1947. La sua carriera accademica inizia come assistente del professor Luigi Dal Pane, storico dell'economia italiana. Nel 1958 è professore incaricato e nel 1962 vince il concorso a cattedra di Storia economica nell'Università di Trieste.

Dal 1965 è professore ordinario di storia delle dottrine economiche dell'Università di Bologna. Gli studi di Renato Zangheri in ambito scientifico si concentrano sulla ricerca delle origini della società contadina in Emilia-Romagna, sulla proprietà terriera, la distribuzione del reddito e sulla questione agraria.

I suoi scritti più Importanti concernono la nascita del movimento socialista, le prime forme di lotta e di rivendicazione dei lavoratori, lo studio sulla figura di Andrea Costa. Nel 1944 s'iscrive al Partito comunista italiano. Nei primi anni cinquanta fece parte della redazione di "Movimento operaio", in seguito fu direttore di "Studi storici", rivista dell'Istituto Gramsci. Nel 1960, entra a far parte del comitato centrale e della segreteria della Federazione bolognese del PCI come responsabile della commissione culturale. Nel 1979 è nominato membro della direzione del partito.

L’esperienza amministrativa di Renato Zangheri inizia come consigliere comunale a Bologna nel 1956. Chiamato in giunta dal Sindaco Giuseppe Dozza, è nominato assessore il 24 luglio 1959. Grazie a Zangheri viene formalmente istituito l'assessorato per le istituzioni culturali cittadine fino a quel momento affidate alla sovrintendenza dell'istruzione. Nella ripartizione delle deleghe, a Zangheri sono affidate le funzioni di gestione della rete museale: Museo archeologico, Museo medioevale, Museo del Risorgimento; Biblioteche comunali, Archiginnasio, Galleria d'arte moderna, Museo d'arte industriale Davia-Bargellini, Galleria d'arte di palazzo municipale, Quadreria del conservatorio musicale, Museo Rossini ed altre istituzioni culturali.
Bologna è forse il primo comune in Italia che alla fine degli anni cinquanta qualifica il proprio intervento in ambito culturale, istituendo un assessorato specifico. Renato Zangheri è assessore alle istituzioni culturali anche nel mandato successivo dal 1960 al 1964. Dal 1965 all'aprile 1970 è direttore dell'Ente bolognese manifestazioni artistiche.

Renato Zangheri è eletto sindaco il 29 luglio 1970, e sostituisce Guido Fanti, primo presidente della Regione Emilia-Romagna. La giunta è composta da undici consiglieri del gruppo due torri, tre del Partito Socialista Italiano e uno del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Vice sindaco è Paolo Babbini, socialista. Gli anni di Renato Zangheri sindaco sono ricordati per gli avvenimenti tragici che colpiscono duramente la città: l'uccisione di Francesco Lorusso l'11 marzo 1977; la strage del 2 agosto 1980 della stazione centrale con 85 morti e 200 feriti. Quegli anni coincidono anche con un periodo di grande attenzione verso i servizi pubblici, il decentramento e la tutela del patrimonio culturale del centro storico. Dopo il 1977, a Bologna si consolida una importante esperienza politica di partecipazione che coinvolge soprattutto i giovani, ma anche le associazioni e le forme di auto-organizzazione della società civile, per rinnovare i processi decisionali e gli strumenti di intervento dell'amministrazione comunale. Durante l’amministrazione di Zangheri è avviato il Piano Giovani, le botteghe di transizione e una serie di iniziative in campo musicale e sociale.

Renato Zangheri opera come Sindaco di Bologna per circa 13 anni, fino al 24 aprile 1983. In seguito a questa lunga esperienza amministrativa è eletto deputato, capogruppo del Partito Comunista in parlamento fino al 1987. In seguito aderirà al Partito Democratico della Sinistra e ai Democratici di Sinistra. Dal 1991 torna all'insegnamento universitario, assumendo la carica di rettore dell'Università di San Marino fino al 1994. Successivamente si dedica alla redazione di un'opera sulla storia del socialismo italiano. Nel 1998 il Ministero dei Beni culturali lo nomina presidente della Commissione scientifica per la nuova edizione nazionale delle opere di Antonio Gramsci.

Nel 2015 all’età di novanta anni muore nella sua casa di Imola, e per tutti coloro che lo hanno conosciuto è stato un maestro di vita oltre che che un generoso esempio di umanesimo socialista. 

 

 

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