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Pasquale Almerico (1914–1957)
       
lunedì 29 febbraio 2016

Pasquale Almerico (Camporeale, 12 luglio 1914 – 25 marzo 1957), nacque e visse a Camporeale (Pa), divenne maestro elementare e per un breve periodo scrisse per il Giornale di Sicilia. Congedato nel 1936 con il grado di sottotenente di fanteria, insegnò nella scuola elementare di Camporeale e fu nominato responsabile della mensa scolastica.  

Nel dopoguerra, grazie al giovane parroco don Vincenzo Ferranti e ad alcuni cattolici impegnati politicamente, Pasquale Almerico partecipò alla creazione della Democrazia Cristiana a Camporeale.

Un nemico pericoloso si rivelò immediatamente il potente capo mafia di Camporeale Vanni Sacco che nella notte del 26 maggio 1946 ordinò ai suoi sgherri di intimidire con alcune scariche di mitra Don Vincenzo Ferranti. Quest'ultimo si rifugiò presso il Palazzo Arcivescovile di Monreale, ma dopo alcuni giorni monsignor Filippi (intimo di Vanni Sacco) gli consigliò di ritornare a Camporeale.

Pasquale Almerico venne eletto sindaco il 25 maggio 1952. Durante il suo mandato viene istituita a Camporeale una sezione staccata della scuola media di Alcamo; fu inoltre resa agibile la strada provinciale Alcamo-Camporeale, unica strada per raggiungere Trapani, che a quei tempi era il capoluogo di provincia; nel 1954 si ebbe il trasferimento di Camporeale dalla provincia di Trapani a quella di Palermo.

Nel marzo 1955 Almerico fu costretto a dimettersi dalla carica di sindaco, ma la sua attività politica continuò come segretario della sezione della Democrazia Cristiana di Camporeale.

Pasquale Almerico fu assassinato il 25 marzo 1957 a Camporeale, in via Minghetti a pochi passi dal Municipio, da cinque uomini a cavallo armati di mitra. Anche un giovane passante, Antonio Pollari, rimase ucciso.

La prima Commissione Parlamentare Antimafia arrivò alla conclusione che a decidere la sua condanna a morte fu il potente capomafia di Camporeale "don" Vanni Sacco, che era già implicato nell'assassinio del segretario socialista della Camera del Lavoro, Calogero Cangelosi.

Pasquale Almerico aveva infatti osato rifiutare la tessera della Democrazia Cristiana al boss Vanni Sacco, che aveva militato nel Partito Liberale Italiano ed ora voleva esercitare il suo influsso sulla DC, insieme ad altri esponenti mafiosi del paese.  Dopo il suo rifiuto, Almerico cominciò ad essere minacciato. Decise quindi di scrivere al segretario della DC siciliana, Nino Gullotti, e informò anche Giovanni Gioia.

Almerico denunciò che la DC di Camporeale rischiava di essere conquistata dalla mafia e il pericolo di vita che correva lui stesso, ma i dirigenti del partito non condivisero la sua posizione e lo invitarono a lasciare l'incarico di segretario della Democrazia Cristiana.  Solo nel 2001 l'Assemblea Regionale Siciliana ha ridato l'onore a Pasquale Almerico, col suo inserimento nel lungo elenco dei caduti per la libertà e la democrazia in Sicilia.

Fonte: Storia della mafia: dalle origini ai giorni nostri, Salvatore Lupo, Donzelli Editore (2004)

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