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sabato 23 settembre 2017
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Italo Falcomatà (1943-2001)
       
martedì 03 luglio 2012

Italo Falcomatà (Reggio Calabria, 8 ottobre 1943 – 11 dicembre 2001) è stato un politico e docente universitario italiano. Dal 1993 al 2001 svolse con passione e dedizione il ruolo di sindaco di Reggio Calabria, eletto nella lista dei Democratici di Sinistra, con lui ebbe inizio la cosiddetta "Primavera di Reggio".

Unico sindaco reggino rieletto per tre mandati, è ritenuto uno degli uomini chiave della storia della città. Le sue doti intellettuali e di comunicatore spinsero la città di Reggio Calabria a superare i lunghi decenni di crisi e depressione successivi alle rivolte del 1970.

Falcomatà aveva effettuato i suoi studi presso la facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Messina, dopo aver compiuto gli studi superiori presso il liceo classico Tommaso Campanella. Lavorò come docente di italiano e storia presso l'istituto tecnico industriale Panella; poi come docente di storia contemporanea presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Messina e di storia dell'Italia contemporanea all'Università per Stranieri "Dante Alighieri" di Reggio Calabria.

Il suo interesse per gli studi storici lo indirizzò verso la ricerca sul ruolo della borghesia nel difficile contesto delle regioni meridionali. Pubblicò diverse opere, una delle quali gli valse il Premio Sila 1978: "Giuseppe De Nava, un conservatore riformista meridionale".

Falcomatà decise di entrare in politica, militando nella Federazione Giovanile Comunista Italiana. Nel 1980 venne eletto al consiglio comunale di Reggio Calabria, occupandosi in particolare dei disagi di coloro che vivevano nelle periferie della città.  Alle elezioni politiche del 1992 fu candidato dal PDS in Calabria alla Camera dei Deputati ma non venne eletto.

Il 28 novembre 1993 il primo consiglio comunale del dopo tangentopoli lo elesse sindaco della sua città. Falcomatà dimostrò subito eccellenti doti di mediatore, evitando lo scioglimento del consiglio comunale dopo la crisi di maggioranza scaturita dalle dimissioni di Giuseppe Reale. La riconferma della sua carica di primo cittadino giunse direttamente dal popolo che alle elezioni dell'aprile 1997 lo preferì ad Antonino Monorchio del Polo delle Libertà.

Pur non avendo la maggioranza in consiglio comunale Falcomatà riuscì a portare a termine il suo mandato con indubbi risultati, sbloccando i fondi del "Decreto Reggio", per il risanamento e lo sviluppo della città dello Stretto.

I reggini decisero di riconfermarlo per un ulteriore mandato nell'aprile del 2001, quando al primo turno delle elezioni amministrative prevalse con oltre il 56% dei consensi su Antonio Franco di Alleanza Nazionale. Ma il 13 luglio dello stesso anno rese noto ai propri concittadini di essere affetto da leucemia, malattia che lo portò in breve tempo alla prematura scomparsa nel dicembre 2001. Ai suoi funerali, svolti nella Cattedrale della sua città, parteciparono oltre trentamila cittadini.

Italo Falcomatà fu un grande sindaco che riusci a capovolgere la situazione di crisi che Reggio Calabria soffriva da decenni. Minacciato più volte di morte dalle cosche locali della 'ndrangheta, ha saputo dare alla sua città fiducia e una nuova speranza combattendo contro l'abusivismo edilizio; cercando di ristabilire le regole della legalità in una città dominata dalla criminalità organizzata. 

In sua memoria la città di Reggio Calabria gli ha intitolato il Lungomare.

Fonte web: Fondazione Italo Falcomatà

 

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