Cerca Comune »
       
lunedì 20 novembre 2017
Amministrative: nuovi Sindaci eletti nel 2017
Mini biografie di sindaci

Giovanni Roveda (1894-1962)
       
martedì 03 luglio 2012

Giovanni Roveda (Mortara, 4 giugno 1894 – Torino, 17 novembre 1962) è stato un antifascista, sindacalista e politico italiano. Fu prigioniero politico durante il fascismo, primo sindaco di Torino dopo la Liberazione, segretario generale della FIOM, membro della direzione nazionale del PCI e Senatore della Repubblica.

Nel 1909 entrò nella Gioventù socialista di Torino. Attivo in politica e nel sindacato, nel 1919 diventò segretario nazionale della Federazione italiana lavoranti in legno. In seguito diventò dirigente della sezione socialista di Torino e collaboratore dell'Ordine Nuovo, rivista fondata nel 1919 da Antonio Gramsci.

Nel 1920 capeggiò l'occupazione delle fabbriche e nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista. Segretario generale della Camera del Lavoro di Torino, con l'avvento del fascismo fu aggredito ripetutamente dagli squadristi. In seguito alle Leggi eccezionali fasciste del 1926, Giovanni Roveda, membro del Comitato centrale del Partito Comunista d'Italia, venne arrestato. Il 20 febbraio 1928 fu condannato dal Tribunale speciale (con Antonio Gramsci, Umberto Terracini ed altri dirigenti del partito) a vent'anni e quattro mesi di carcere.

Dopo undici anni di carcere Roveda fu scarcerato per un'amnistia, ma «per mancanza di segni di ravvedimento» il 14 aprile 1937 fu mandato al confino a Ponza. Fu poi trasferito a Ventotene, dove rimase fino al marzo del 1943, quando riuscì a fuggire approfittando di un permesso per visitare la moglie malata. 

Inizialmente si nascose nel Biellese. Dopo il 25 luglio 1943 e la caduta del fascismo si spostò a Roma, dove insieme con il socialista Bruno Buozzi e il democristiano Gioacchino Quarello si impegnò a preparare la Confederazione generale del lavoro unitaria.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre trovò rifugio nel "Seminario Pontificio Lombardo", che godeva dell'extraterritorialità vaticana, ma nel dicembre del 1943 vi fu arrestato dalla banda Koch. Fu poi trasferito nel Carcere degli Scalzi a Verona. Venne liberato il 17 luglio 1944, dopo un'azione temeraria dei GAP veronesi in cui persero la vita i partigiani Lorenzo Fava e Danilo Pretto. Fu designato membro della Direzione provvisoria del PCI per l'Alta Italia. Roveda era contrario alla sua liberazione in quanto sapeva che questo avrebbe scatenato una scia di sangue. 

Nell'aprile 1945 partecipò alle cosiddette Cinque giornate di Torino, la liberazione della città ad opera dalle formazioni partigiane. Il 28 aprile 1945, nel pieno dell'insurrezione, il CLN della regione Piemonte nominò Roveda sindaco di Torino a capo di una "Giunta Popolare" rappresentativa di tutte le forze politiche democratiche, mentre il socialista Pier Luigi Passoni venne nominato prefetto e Giorgio Agosti, esponente di spicco del movimento "Giustizia e Libertà", questore. Dopo l'ingresso in città del comando militare alleato (1º maggio 1945) e la resa del generale tedesco Schlemmer, il 3 maggio 1945 avvenne l'insediamento ufficiale della nuova giunta. La nuova amministrazione popolare della città comprendeva tra gli altri Ada Gobetti (vedova di Piero), Gioacchino Quarello (democristiano) e Domenico Chiaramello (socialista), vicesindaci, e il futuro premio Nobel Renato Dulbecco (azionista).

Giovanni Roveda rimase sindaco di Torino fino al 1946, quando fu eletto deputato alla Costituente. Nel frattempo era ritornato all'attività sindacale: diresse prima la Camera del Lavoro di Torino e dal 1946 al 1956 la FIOM nazionale e infine, dal 1956, la "Federazione sindacale mondiale dei metallurgici". Fu anche membro della Direzione del PCI, senatore dal 1948 al 1958, presidente dell'INCA (Istituto Nazionale Confederale di Assistenza) dal 1953 al 1956.

Morì il 17 novembre 1962 a Torino in seguito ad una flebite, provocata da un proiettile che l'aveva colpito durante l'evasione dal Carcere degli Scalzi e che non era stato possibile estrargli.

In molte città italiane gli sono state intitolate strade e associazioni di lavoratori, prima fra tutte nella sua Torino, dove gli è stata dedicata una via nel quartiere di Mirafiori Sud.

Fonte: ANPI

 

Archivio
Comuniverso®.it
è un'iniziativa


Copyright© 2017 Ancitel S.p.A.