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Mini biografie di sindaci

Giorgio La Pira (1904-1977)
       
martedì 23 novembre 2010

Giorgio La Pira (Pozzallo, 9 gennaio 1904 – Firenze, 5 novembre 1977) è stato uno dei principali esponenti politici del dopoguerra, professore universitario, antifascista, sindaco di Firenze, servo di Dio per la Chiesa Cattolica. La Pira nacque il 9 gennaio 1904 a Pozzallo (Ragusa), primogenito di sei figli di una famiglia di umili condizioni. Nel 1921 conseguì a Messina il diploma di ragioniere, nel 1922 anche la maturità classica.

Nel 1926 si trasferisce a Firenze seguendo il professor Emilio Betti, relatore della sua tesi di Diritto Romano e si laurea in giurisprudenza con lode. Nel 1927 vince una borsa di studi presso l'Universita di Vienna e di Monaco di Baviera. Al suo ritorno in Italia riceve l'abito di terziario domenicano e diviene professore supplente di Istituzioni di Diritto Romano all'Universita di Firenze. Nel 1934, a soli trenta anni, diventa professore ordinario.  Nel 1939 fonda la rivista Principi volta alla difesa dei diritti della persona, critica il fascismo e condanna apertamente l'invasione della Polonia. La rivista è soppressa dal regime. In quegli anni tra i suoi studenti c'è anche il sociologo Franco Fortini. La Pira crea nel 1943 il foglio clandestino San Marco. Il regime fascista lo costringerà ad interrompere le pubblicazioni. In seguito è ricercato dalla polizia e fugge a Siena e poi a Roma. Ritornerà a Firenze nel 1945.

Nel 1946 viene eletto all'Assemblea costituente e insieme a Giuseppe Dossetti fonda l'associazione Civitas Humana; collabora alla rivista Cronache Sociali. Il gruppo di cui fa parte è formato anche da Amintore Fanfani e Giuseppe Lazzati.

La Pira svolge un ruolo importante nell'ambito della "Commissione dei 75", per la redazione dei Pricipi Fondamentali della nostra Costituzione. L'articolo 2 della Costituzione venne scritto attorno alla sua proposta iniziale, esso recita: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Rieletto deputato nel 1948 nel Collegio di Firenze-Pistoia, fu nominato sottosegretario al Ministero del Lavoro e Previdenza sociale nel quinto Governo De Gasperi. Ministro era l'amico Amintore Fanfani.

Il 6 Luglio 1951 è eletto sindaco di Firenze. Sarà sindaco per due mandati: 1951-1958 e 1961-1965. Tra le principali realizzazioni si ricordano la ricostruzione dei ponti sull'arno: Alle Grazie, Vespucci e Santa Trinita distrutti dalla guerra, la creazione del quartiere-satellite dell'Isolotto, l'impostazione del quartiere di Sorgane, la costruzione di moltissime case popolari, la riedificazione del teatro comunale, la realizzazione della Centrale del Latte, la ripavimentazione del centro storico. Di fronte al grave problema degli sfrattati, respinta la sua richiesta di graduare gli sfratti da parte dei proprietari, La Pira chiese ad essi di affittare al Comune un certo numero di abitazioni non utilizzate. In mancanza di disponibilità in tal senso, ordinò la requisizione degli immobili stessi, basandosi su una legge del 1865 che dà la facoltà al Sindaco di requisire alloggi in presenza di gravi motivi sanitari o di ordine pubblico. Interviene attivamente e con successo presso Enrico Mattei a difesa dei posti di lavoro delle officine Pignone, la cui crisi aveva colpito duramente la regione Toscana minacciando di coinvolgere tremila operai.

La Pira invita a Firenze il Presidente del Senegal Leopold Senghor. Per primo lancia l'idea dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze. Nel 1952 organizza il Primo Convegno internazionale per la pace e la civiltà cristiana. Da esso ha inizio una intensa attività tesa a promuovere contatti sistematici tra esponenti politici di tutti i Paesi. Nel 1955 i sindaci delle capitali del mondo siglano a Firenze un patto di amicizia. Dal 1958 organizza i Colloqui Mediterranei cui partecipano, tra gli altri, rappresentanti arabi ed israeliani. Nel 1959 La Pira viene invitato a Mosca, dopo il benestare del Papa, ma non quello del Ministro degli esteri italiano, parla al Soviet Supremo in difesa della distensione e del disarmo.

A Palazzo Vecchio, nel 1958, ricevendo le più alte autorità di Pechino, destò scandalo e ilarità rivolgendo il suo spiritoso saluto: Dica al suo Governo che la Repubblica popolare di S.Procolo riconosce la Repubblica Popolare di Cina. All'epoca la Repubblica Italiana riconosceva la Repubblica di Cina (Taiwan) come unico governo legittimo cinese.

Nel 1965 si reca in Vietnam e incontra Ho Chi Minh. Lavorarono insieme ad una bozza di accordo di pace bilaterale, ma la proposta sarà rifiutata l'anno dopo, quando il presidente degli USA Johnson ricevette dalle mani di La Pira e Fanfani il messaggio di Ho Chi Minh. Alla conclusione del disastroso conflitto, gli USA accettarono condizioni decisamente più sfavorevoli di quelle proposte nella  mediazione di La Pira. 

Nel 1967 La Pira viene eletto presidente della Federazione Mondiale delle Città Unite. Il suo slogan fu "Unire le città per unire le nazioni". Dopo la guerra dei sei giorni visita Hebron, Gerusalemme e il Cairo. Ha lunghi colloqui con il ministro degli esteri di Israele Abba Eban, con il Presidente egiziano Nasser e con i sindaci di Hebron, di Betlemme e i rappresentanti palestinesi di Gerusalemme est nella Cisgiordania occupata.Nel 1968 al Convegno dei Giovani della Federazione dichiara "I giovani sono come le rondini, vanno verso la primavera". 

Nel 1973 a Helsinki nell'ambito della Conferenza per la Sicurezza e Cooperazione in Europa (CSCE) l'operato diplomatico e politico di La Pira è stato definito con l'espressione arte della pace: il complesso di azioni e relazioni fortemente orientate alla multilateralità, alla pariteticità e alla compresenza di più livelli di dialogo per rendere giustizia alla complessità dei conflitti.

Nel 1986 sotto Papa Giovanni Paolo II è stata avviata la sua causa di beatificazione. A Firenze in molti lo indicano ancora come il Sindaco Santo. Il 4 aprile 2005 chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione, i documenti sono stati inviati in Vaticano. Nell'ottobre 2007, in previsione del trentennale della sua morte, le sue spoglie sono state traslate nella chiesa fiorentina di san Marco.

Web link: Fondazione La Pira

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